Salvatore Fraghì

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Crisi

Dall'inizio dell'anno non si fa altro che parlare di crisi.

Crisi economica, crisi dei mercati finanziari, crisi nel mondo del lavoro.

Non vorrei essere banale, ma la crisi morale alla quale assistiamo da ormai più di trent'anni non viene sottolineata con la stessa incisività. La corruzione, l'arroganza politica, la violenza, la disonestà, hanno preso il sopravvento sui valori che da sempre ed oggettivamente hanno retto la civiltà occidentale e cristiana. Stiamo perdendo la nostra identità, quella che i nostri genitori ed ancor di più, i nostri nonni, ci hanno lasciato in dote. Il rispetto delle regole, il rispetto verso l'autorità, il rispetto del prossimo, il rispetto per la famiglia e per la scuola, il rispetto per la natura.

Stiamo vivendo un periodo di cambiamento troppo veloce. Non c'è più curiosità. non c'è più paura. Paura dell'ignoto.

Ci alziamo la mattina e abbiamo già fretta. Facciamo le cose ormai automaticamente, l'inerzia ci inganna e ci indirizza verso la sterilità materiale del quotidiano. Non ci accorgiamo ed è ora di andare a letto, stanchi e stressati. siamo come Robot che rispettano un copione inconsapevoli. 

Propongo due strategie che a me personalmente fanno bene: 1) uscire dalla quotidianità almeno una volta al mese, preferibilmente passeggiando immersi nella natura a guardare gli alberi, gli animali, gli uccelli, i cespugli e domandarsi come tutto è nato e come tutto si mantiene; 2) fermarsi a guardare le vecchie foto da quando si era bambini in poi, e cercare di ripercorrere lentamente le fasi della vita, guardando i volti, lasciando spazio alle emozioni e alla nostalgia. Senza fare bilanci.

A volte funziona!

Salvatore Fraghì

La comunicazione

Continuano a pervenire notizie negative.
Fuorvianti.
Andiamo dallo scandalo delle scommesse nel calcio, alla mancata estradizione del Battisti, dalla confusione sul referendum, al batterio assassino.
E' incredibile, ormai la comunicazione "fa dell’allarmismo e del pessimismo il cavallo di battaglia per frenare anche l’entusiasmo di coloro che credono ancora che si possa invertire la rotta. L’importante, in ogni caso, è non farsi intimidire e proseguire con i propri progetti."

Giovanni Paolo II

Non capisco tutta questa attenzione sulla statua di Giovanni Paolo II di Termini. Brutta lo è. Ma è pur sempre un'opera di un uomo, una cosa. Avere fede in Dio è un'altra cosa. La chiamano idolatria, o qualcosa del genere

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